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Il finanziamento della PAC alla biodiversità attraverso il sostegno agli agricoltori

La PAC è stata una dei maggiori finanziatori alla biodiversità attraverso la misura agroambientale, introdotta nel 1985 come contributo alla realizzazione di pratiche agricole sostenibili dal punto di vista ambientale. Il cosiddetto “secondo pilastro” della PAC, la politica di Sviluppo Rurale, rappresenta una fondamentale opportunità per il miglioramento ambientale nelle zone rurali, finanziando un ampio ventaglio di misure di cui gli Stati membri o le regioni si avvalgono per favorire lo sviluppo sostenibile delle loro rispettive aree rurali. Gli Stati membri dell’Unione Europea istituiscono i loro programmi di sviluppo rurale (PSR) a livello nazionale o regionale, sulla base delle loro esigenze e in conformità dei rispettivi piani strategici nazionali. I programmi di sviluppo rurale sono cofinanziati dall’UE e dagli Stati membri.

Le misure di sviluppo rurale sono incentrate sui tre temi della politica noti come “assi tematici”: competitività, ambiente e spazio rurale, qualità della vita e diversificazione economica. Tutti e tre questi assi possono prevedere misure intese a contrastare la perdita di biodiversità nelle aree agricole all’interno dei siti Natura 2000 con interventi riguardanti, tra l’altro, la formazione, l’ammodernamento delle aziende agricole, le indennità compensative degli svantaggi naturali, i pagamenti agroambientali, gli investimenti non produttivi, l’agrosilvicoltura e l’imboschimento.