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Le opportunità

Dalla convenzione di Rio de Janeiro del 1992 sulla Diversità Biologica (CBD) le iniziative e gli impegni a favore della biodiversità si sono diffusi in maniera crescente. Nel 1998 l’Unione Europea ha adottato la “Strategia comunitaria per la diversità biologica” con la quale ha inteso prevedere, prevenire e contrastare le cause della riduzione o perdita di biodiversità. Questa strategia trova attuazione nella rete Rete Natura 2000 e più in generale nella piena applicazione delle direttive comunitarie, degli accordi internazionali e dei piani d’azione che direttamente o indirettamente contribuiscono alla salvaguardia della Biodiversità (Direttive “Uccelli” 79/409, “Habitat” 92/43, convenzione di Ramsar, ecc.).Parallelamente a queste iniziative è stato definito un Piano d’azione a favore della biodiversità in agricoltura e sono stati messi a punto una serie di indicatori per monitorare questa integrazione . Tali azioni si sono concretizzate nell’ultima riforma della PAC , con Agenda 2000 e grazie alla applicazione della condizionalità che subordina l’erogazione dei pagamenti diretti alle imprese agricole nel rispetto di una serie di norme ambientali. Gli aiuti percepiti per l’attuazione delle misure agro ambientali, previste dai Piani di Sviluppo Rurale, concessi ai sensi del reg. CE 1257/99, ha portato in molte aree a condurre interventi di miglioramento ecologico.

Il PSN 2007-2013, che definisce il quadro strategico di riferimento a livello nazionale, e i PSR, attraverso i quali vengono identificati gli specifici interventi da attuare sul territorio, individuano la conservazione della biodiversità e la tutela dei sistemi agro-forestali ad alto valore naturale come uno degli obiettivi fondamentali delle politiche di sviluppo rurale.

La programmazione dello sviluppo rurale riconosce le aree protette, le aree Natura 2000 e le aree agricole forestali ad alto valore naturale come zone preferenziali in cui promuovere gli interventi legati alla conservazione della biodiversità e in cui concentrare le risorse.

In base al Regolamento UE 1257/99 infatti, i siti della Rete Natura 2000, sono considerati obiettivi strategici dai Piani di Sviluppo Rurale redatti dalle Regioni e pertanto a queste aree viene data una priorità nell’assegnazione dei fondi destinati a finanziare le misure agroambientali. Gli agricoltori i cui terreni ricadono nei Siti Natura 2000 possono usufruire di specifici finanziamenti per l’implementazione di pratiche a minor impatto o addirittura per mantenere e ripristinare habitat naturali o elementi di naturalità all’interno delle aree agricole. L’integrazione della Rete Natura 2000 con le misure proposte dai PSR e le relative azioni vede assegnato al mondo agricolo un ruolo da protagonista di gestore del territorio e di custode del patrimonio naturale della collettività.